Il Professor Wu Dao-Gong con il suo Trattato sull'Esagramma, propone una riforma
della notazione musicale che non si fondi su una revisione radicale del nostro usuale sistema
di scrittura e di lettura delle note, bensì — attraverso uno sviluppo della teoria del
Pentagramma — rappresenti un'evoluzione del medesimo. Un altro degli scopi lodevoli
del lavoro dell'autore è quello di tentare una integrazione tra la cultura occidentale e
quella orientale.
Molti, in questi ultimi secoli, sono stati i tentativi di riforma del rigo musicale svolti
ad opera di musicisti che ritenevano ormai superata la Notazione del pentagramma ma,
come sostiene giustamente il Professor Wu Dao-Gong, "...se si aspira a un completo superamento
del passato, è necessario recuperarne per intero l'eredità."
Partendo dal Do di centro e mediante lo svolgimento simmetrico del rapporto di 2:1,
aggiungendo un rigo sia sopra al Pentagramma in chiave di violino sia sotto a quello in
chiave di basso, comprendendo il "Rigo grande" di 11 righe, si forma il "Rigo grande" di
13 righe dell'Esagramma. La lettura delle note, per certi versi, risulta in questo modo
semplificata, in quanto viene ridotta l'aggiunta di righe supplementari e le due chiavi,
con l'aumento di un rigo per parte, si leggono nello stesso modo.
Aggiungendo poi al "Do-centrale" secondo la modalità del sistema binario e della
gradualità, evolvendo e duplicando un rigo uniforme un livello al di sopra
dell'Esagramma in chiave di violino e un altro rigo uniforme un livello al di sotto
dell'Esagramma in chiave di basso e includendovi il "Rigo grande" di 13 righe, si forma
il "Rigo completo" di 27 righe per mezzo del quale si eliminano, in pratica, tutte le altre
chiavi eccetto, ovviamente, quella di violino e quella di basso.
Questo sistema, spiega il Professor Wu Dao-Gong, si basa su tre elementi costitutivi:
le conquiste teoriche e artistiche della Notazione del pentagramma; il nucleo razionale
della logica formale e della logica matematica; il sistema di pensiero filosofico e la
modalità deduttiva dello Yi Jing e del "Ba Gua".
Per quello che riguarda gli sviluppi di questa teoria dell'Esagramma, che ci sembra,
peraltro, estremamente rigorosa dal punto di vista formale, non è da escludere che essa
possa venire utilizzata, in futuro, anche da musicisti occidentali, magari con l'apporto di
ulteriori contributi, come lo stesso autore si augura.
C'è da dire, tuttavia, che la musica occidentale da secoli è basata sul Pentagramma e,
pertanto, riscriverla in una forma diversa da quello in cui è stata concepita ci sembra
un'impresa piuttosto disagevole. Oltretutto, questo presenterebbe delle difficoltà, a nostro
avviso, insormontabili, almeno per quel che concerne la nostra generazione. Solo per fare
un esempio: come reagirebbe un anziano professore d'orchestra se dovesse leggere
Mozart su un Esagramma?
Sarebbe invece possibile, a nostro parere, proporre questo tipo di notazione musicale
alle nuove generazioni e a coloro che non conoscono l'uso del Pentagramma. E' ovvio
che un'operazione del genere non può prevedersi a breve scadenza ma c'è da dire che
essa non sarebbe certamente la prima "rivoluzione" nella storia della musica.
Franco Mannino
* Maestro Franco Mannino: uno degli artisti italiani più importanti per completezza di immagine ed esperienze. Già
famoso pianista, è noto come compositore, direttore d'orchestra, organizzatore, scopritore di talenti, scrittore e
drammaturgo. Ha pubblicato più di 600 composizioni e composto colonne sonore per più di 100 film, collaborando con
alcuni fra i registi più famosi al mondo tra i quali Luchino Visconti, John Huston, Leonide Moguy, Mario Soldati e molti
altri ancora. E' stato il primo artista italiano invitato in Cina a dirigere le orchestre di Pechino e Shangai. Ha diretto
concerti e opere in tutti i teatri italiani, dalla Scala al Teatro Massimo di Palermo. Ha ricoperto importanti incarichi
nell'ambito della comunità musicale italiana ed occidentale, come la carica di Direttore Artistico del Teatro San Carlo di
Napoli, Artistic Advisor e Permanent Conductor dell'Orchestra del National Arts Centre di Ottawa e quando ha chiesto di
essere esonerato dalla carica, il governo canadese ha indetto un Mannino Festival. È stato Accademico di Santa Cecilia e
Presidente della celeberrima Accademia Filarmonica di Bologna, ecc. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi italiani
ed internazionali per i suoi meriti artistici, nonché importanti onoreficenze da parte delle più alte Autorità dello Stato
italiano.