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Riferimento 1.

IL PIANO DI RIFORMA DELLA NOTAZIONE MUSICALE
NEL “TRATTATO SULL’ESAGRAMMA” ELEMENTI STRUTTURALI ACCADEMICI E CONNOTAZIONI APPLICATIVE TEORICHE

Wu Dao-gong — intervento nella conferenza per la prima pubblicazione in cinese del Trattato sull’Esagramma, pubblicato sulla rivista mensile nazionale la Musica del popolo, n°11 del 1995.




   L’11 aprile 1995, nella sala riunioni del Conservatorio Centrale Statale di Pechino si svolge la conferenza per la prima pubblicazione in cinese del Trattato sull’Esagramma, presieduta da Zhao Feng, vice presidente dell’Associazione dei musicisti cinesi, presidente della Commissione dell’educazione artistica del Comitato della Pubblica Istruzione e della Commissione artistica del Ministero della Cultura, già direttore del Conservatorio Centrale Cinese. Fra gli organizzatori sono presenti l’Associazione dei Musicisti, la Commissione dell’educazione artistica del Comitato della Pubblica Istruzione, la Commissione artistica del Ministero della Cultura, la Casa editrice la Musica del Popolo, le redazioni delle riviste la Ricerca Musicale e la Musica del Popolo e il Conservatorio Centrale stesso. Sono presenti inoltre esperti noti della comunità musicale cinese, studiosi e teorici autorevoli, i giornalisti del Quotidiano del Popolo, del Quotidiano Guangming e della Radio Centrale della Cina. Assistono alla conferenza anche il Consigliere della Pubblica Istruzione dell'Ambasciata Cinese a Roma e il Consigliere Culturale dell’Ambasciata Italiana a Pechino. Tutti riconoscono e apprezzano la teoria sulla Notazione dell’esagramma, considerata come il piano di riforma della notazione musicale più completo e attuabile degli ultimi due secoli. Tutti sono d’accordo che l’Esagramma musicale ha ereditato da un lato e superato dall’altro la Notazione del pentagramma, e che merita l’attenzione e l’aiuto delle autorità necessari per sperimentare e divulgare questo risultato, prima di tutto in Cina, e per contribuire alla fioritura della cultura musicale contemporanea.


Si riporta di seguito l’intero intervento della Conferenza

   In questi ultimi cinque secoli, la Notazione musicale del pentagramma, in quanto ideografia musicale rappresentativa, è stata usata correntemente in Europa e sviluppata in tutto il mondo, portando un grande contributo alla cultura musicale universale. Al giorno d’oggi, la Notazione del pentagramma, per motivi di evoluzione storica e a causa dei suoi limiti intrinseci e problemi attuali, risulta vincolata e presenta delle difficoltà. Sta quindi aumentando la distanza fra la Notazione del pentagramma, da un lato, e la necessità di un avanzamento dello sviluppo musicale dall'altro. I musicisti più sensibili sono già consapevoli di questo problema e hanno attirato l'attenzione su questa tendenza, auspicando e ricercando una nuova apertura.
   Durante gli ultimi due secoli, si sono avute numerose proposte di riforma della notazione musicale lineare, da quelle a una riga a quelle su sedici righe, di cui più di 30 a sei righe. Tutte hanno però sempre trascurato un principio fondamentale: se si aspira a un completo superamento del passato, è necessario recuperarne per intero l'eredità. Inoltre, la tendenza generale è stata quella di porre attenzione al rinnovamento della forma, trascurando la ricerca della logica e della matematica.
   Bisogna riconoscere che la comunità accademica e la base teorica della musica occidentale sono ben consolidate, ma proprio per questo, bisogna anche ammettere che tale teoria si comporta, malgrado un'apparenza vivace e vitale, in maniera molto radicata e conservatrice. Per questo motivo il tentativo di riforma deve affrontare tanti vincoli e limiti, superare ostacoli apparentemente insormontabili. Infatti per circa duecento anni, malgrado centinaia di proposte di riforma della notazione lineare, non si è mai trovata una soluzione plausibile della riforma dell'ideografia musicale.
   Per risolvere questo difficile problema storico e continuare la ricerca di una via giusta, bisogna tenere conto della realtà su esposta e del rapporto causa-effetto fra ricerca teorica e quella pratica al fine di affrontarne eventuali difficoltà. Di fatto, la pratica è ancora più difficile della ricerca teorica, poiché siamo in presenza di un problema vecchio, enorme e difficile. Vecchio, perché il Pentagramma musicale è un'usanza che dura da cinquecento anni; enorme, per il fatto che è una notazione diffusa in tutto il mondo; difficile, nel senso che bisogna rivedere e rielaborare tutto il sistema della partitura e la relativa teoria applicativa. Dunque l’esame e lo studio della formazione teorica del Pentagramma musicale, praticato per cinquecento anni, e dei tentativi della sua riforma, nell’arco di duecento anni, sono le preparazioni basilari dell'esame e della ricerca di una via corretta della riforma, tenendo conto dei punti cruciali, per elaborare la modalità e il metodo più efficaci.


Date le cognizioni e le considerazioni su accennate, si determinano alcune premesse della concezione teorica del piano di riforma della notazione:

1. La prima premessa della concezione teorica consiste nel riconoscere pienamente il successo teorico e artistico della Notazione del pentagramma, per poi studiare e analizzare i difficili problemi e i limiti intrinseci del suo sistema, allo scopo di individuare una giusta direzione della riforma.
   Il Pentagramma musicale, formatosi nel XV secolo, si basa sulla Notazione del tetragramma, già usata per i canti sacri. Il Tetragramma musicale fu ideato da Guido d’Arezzo, musicista religioso italiano del XI secolo, che fece una sintesi delle notazioni musicali europee fino ai suoi tempi. Il Pentagramma musicale si è stabilito dopo due secoli di perfezionamento e di unificazione graduale, grazie agli sforzi creativi dei musicisti europei. Alla fine del XVI secolo la Notazione del pentagramma, diffusa come ideografia nella pratica musicale europea, si era liberata dall’ambito religioso ed era entrata nella vita sociale e popolare, si era anche perfezionata sul piano teorico con l’introduzione dei semitoni, delle righe supplementari, delle stanghette, ecc.. Nel XVIII secolo, quando raggiunse l’apice della propria evoluzione, si determinarono la dimensione applicativa e la struttura teorica tramandate fino ad oggi. Cresciuta ancora nel periodo Barocco (1600-1750 ca.), grazie anche alle opportunità storiche, la sua perfezione era già riconosciuta universalmente. Dopo il secolo XIX fu accettata da tutti i Paesi e divenne l'ideografia musicale unica usata in tutto il mondo e il denominatore comune dello sviluppo della cultura musicale. Impareggiabili sono il suo vantaggio e i suoi valori artistici, il Pentagramma musicale svolge un ruolo determinante nello sviluppo generale della cultura musicale, ottiene infatti la migliore affermazione della storia. Dunque, soltanto il pieno riconoscimento del successo della Notazione del pentagramma permette di esaminare e, di seguito, risolvere i difficili problemi e i limiti intrinseci del suo sistema e di cercare una nuova via corretta di riforma.
   Il corso dell’evoluzione della civiltà umana e dello sviluppo conoscitivo è continuo e ininterrotto, questa è una verità da tenere in mente per ogni tipo di studio o invenzione. La riforma, perciò, non può essere isolata, senza precedenti e successori, non può pretendere l’originalità interrompendo la continuità storica. Ha il compito di ereditare il passato e di prevedere il futuro, deve consentire allo sviluppo dell'ideografia musicale di navigare verso un orizzonte più ampio e un’applicazione ancora più libera. Deve anche consentire l’ulteriore evoluzione della notazione musicale adatta alle esigenze della nostra epoca sia sul piano teorico che sul piano tecnico, che diano nuove possibilità per un uso contemporaneo e scientifico dell'ideografia musicale.

2. La seconda premessa della concezione teorica consiste nel ricercare approfonditamente le proposte di riforma degli ultimi duecento anni, per analizzare e individuare le cause e gli effetti dei successi e degli insuccessi, allo scopo di imboccare una nuova strada percorribile.
   Da un punto di vista storico e accademico, l’inizio della riforma della Notazione del pentagramma risale alla fine del XVIII secolo. Negli ultimi due secoli (precisamente dal 1789 al 1990), si contano centinaia di proposte concernenti la notazione lineare in Occidente, da quelle a una riga a quelle a sedici righe (non si è ancora trovata quella a quindici righe), di cui 41 a cinque righe, 32 a sei righe. Da un punto di vista formale, queste proposte sono composizioni orizzontali e verticali delle linee, e i righi possono essere a linee singole, doppie, persino quadruple; continue, spezzate, increspate; parallele orizzontali e verticali equidistanti e non equidistanti. Quanto alle note, sono ancora più fantasiose: il punto, il tondino, il triangolino, il quadratino, la striscia lunga o corta, disegni grafici, simboli letterari, ecc.. Anche le chiavi dei righi sono di varie forme, non è il caso di citare qui tutti gli esempi. Ci sono ancora altre proposte di riforma al di fuori della notazione lineare. L’esame e lo studio di queste proposte non solo ci danno dei suggerimenti, ma ci evidenziano i problemi del sistema del Pentagramma musicale sotto tanti punti di vista, ci dimostrano anche idee, progetti, consigli e aspettative dei vari modi e metodi di riforma. Ogni proposta ha la propria peculiarità, ci apre nuovi orizzonti conoscitivi e ci suggerisce nuove strade da intraprendere. Però, una volta esaminate e studiate tutte le proposte, si passa all’analisi causa-effetto dei successi e degli insuccessi per individuare la via di riforma, senza ricadere negli errori precedenti.
   Analizzando il quadro generale, si evidenziano tre punti salienti: l'inclinazione generale, di tutte le proposte su elencate, è di avere posto l'attenzione e di avere risolto in qualche maniera determinati problemi particolari, ma senza fornire un passaggio complessivo e di non avere una continuità con l'eredità del passato; la prima causa di insuccesso è da attribuire al fatto che queste proposte mirano alla riforma innovativa formale, trascurando la ricerca e l’applicazione della logica; purtroppo queste proposte, piene di fantasia e innovazione, non hanno la completezza e complementarietà della conoscenza generale, questa lezione deve essere tenuta bene in mente.
3. Nel corso dell'evoluzione della civiltà umana ogni cosa concorre al bene dell’altra. Così che, in questo lavoro, bisogna ricercare legami e rapporti interattivi fra l’arte, la filosofia e la scienza, e anche trovare i punti complementari e gli incentivi culturali fra Occidente e Oriente che favoriscano la civiltà e il progresso comune, per determinare il modo efficiente e il metodo fattibile della riforma. E’ questa la terza premessa della concezione teorica di riforma.
   La verità, è naturale e sobria, ci aiuta ad afferrare il nucleo dello sviluppo e del movimento delle cose. Il progresso della civiltà contemporanea ha confermato una realtà inconfutabile, dal punto di vista accademico, più è avanzata la teoria, più è conciso il concetto; dal punto di vista tecnico, più è evoluta la scienza, più è semplice la manovra. L’arte, soprattutto la musica, è anche una disciplina fortemente tecnica. Perciò la riforma contemporanea della notazione musicale deve seguire le esigenze e le regole su esposte. La nuova notazione deve essere in conformità alla regolarità evolutiva dello sviluppo teorico come prodotto accademico e come sistema, deve avere una struttura sintetica e una logica rigorosa sia formale che matematica. Tutte le conclusioni devono essere basate sulle deduzioni, tutte le deduzioni devono essere conformi alla logica. La fondazione del nuovo sistema deve soddisfare le esigenze dell’era informatica, deve essere il risultato del dispiegare razionale mediante il modo dell’essenza scientifica e del metodo deduttivo filosofico. Il nuovo sistema non solo deve risolvere i problemi attuali e i limiti intrinseci del sistema del Pentagramma, deve anche eliminare tutto ciò che risulta complicato, irreale, superfluo e inadeguato. In una parola, deve essere di concetto conciso e di applicazione semplice. Soltanto così si può parlare di una riforma della notazione musicale soddisfacente alle esigenze di oggi, degna di essere una missione del nostro tempo.


Ora si esaminano gli elementi strutturali accademici e le connotazioni applicative teoriche del piano di riforma nel Trattato sull’Esagramma, sotto la chiave del rapporto causa-effetto:

   La Notazione musicale dell'esagramma è nata in risposta ai problemi illustrati nella premessa ed è ispirata da quanto esposto sopra. Essa rappresenta il recupero per intero dell'eredità della Notazione del pentagramma ed una sua completa evoluzione, che passa attraverso la logica del suo sviluppo teorico, preserva la conoscenza tradizionale e le abitudini applicative della notazione, ne supera i concetti obsoleti e le categorie applicative, elimina le sua attuali difficoltà e i suoi limiti, unifica e normalizza al massimo le sue forme e le sue regole, permettendo all'ideografia musicale di dispiegarsi con grande precisione e versatilità e, al tempo stesso, di raggiungere una perfetta semplicità e funzionalità. La comparsa della Notazione dell'esagramma, quindi, potrà rispondere alle esigenze teoriche e tecnico- musicali più avanzate di oggi e portare nuovo vigore allo sviluppo musicale.
   La Notazione dell'esagramma si fonda su tre elementi costitutivi, che sono: le conquiste teoriche e artistiche della Notazione del pentagramma; il nucleo razionale della logica formale e di quella matematica; il sistema di pensiero filosofico e la modalità deduttiva dello Yi Jing (vedi pag. 9*) e del “Ba Gua” (vedi pag. 11*). In tal modo prende forma un sistema del rigo dalla struttura razionale, il concetto è conciso, la funzione completa e la regola semplificata.
   Le modalità formative del nuovo sistema sono le seguenti: 1) ogni insieme di tre righe orizzontali parallele forma un mezzo rigo — precisamente, basando sul Pentagramma tradizionale, con le tre righe inferiori del “Rigo in chiave di violino” e le tre righe superiori del “Rigo in chiave di basso” — ogni combinato con la riga supplementare naturale transitoria, costituisce il raggruppamento di una scala mutabile, precisamente un'ottava, una serie di dodici toni o una serie di ventiquattro toni; ogni insieme di sei righe orizzontali parallele, costituito dalla combinazione di questi due raggruppamenti adiacenti e opposti di scale mutabili, forma un rigo che, mediante il principio di complemento reciproco, diventa un modo espressivo musicale a sé stante. 2) Ogni rigo è una combinazione simmetrica del rapporto 2:1 sia formale che matematica; ogni rigo può essere evoluto e duplicato logicamente secondo le modalità del sistema binario e della gradualità: in tal modo vengono prodotti il “Rigo completo” e il “Rigo inferenziale”. Il “Rigo completo”, cioè una combinazione dei righi di 4 diversi livelli con le chiavi dei sette programmi applicativi composti da 27 righe e 8 ottave, comprende tutti gli ambiti dei toni eseguibili; il “Rigo inferenziale”, ossia una serie di combinazioni variabili con la struttura del principio di equivocità, può esprimere invece le categorie specifiche della frequenza e dell'immaginario, al di là dell'uso praticabile. Essi possono essere allo stesso tempo concreti e astratti; realistici o fantastici. L'applicazione di questo sistema, che ha solamente una regola unica e una sola formula logica, si può dispiegare dal microcosmo al macrocosmo, dall'interno verso l'esterno, sempre ricominciando il giro a ciclo continuo, può variare all'infinito senza distaccarsi dal principio.
   Nella Notazione dell'esagramma il “Do-centrale” è il centro nella struttura dei righi e nel sistema delle scale. I righi e le scale sono formati per espansione a partire dal “Do-centrale”; il “Do-centrale” è il centro di unificazione per ogni combinazione dei righi e delle scale. Essi sono completi e a un tempo divisi; simili e a un tempo diversi. Benché le regole siano le stesse, esse si applicano ai diversi ambiti.
   La struttura formale e la base teorica della Notazione dell'esagramma, soprattutto la sua logica formale e quella matematica, possono costituire l'intelaiatura teorica anche per il “Rigo dimostrativo” nel campo della musica contemporanea e d'avanguardia, offrendo regole praticabili e standardizzate per la sua applicazione e i suoi futuri sviluppi.
   Il principio di formazione del sistema dell'Esagramma è un risultato della combinazione razionale: dalla teoria applicativa della notazione, ai principi e la modalità deduttiva dell'alternanza dello Yin e dello Yang e dei mutamenti del simbolo e del numero, contenuti nella filosofia dello Yi Jing; ai principi del sistema binario e del rapporto 2:1, contenuti nella scienza del computer. Analizzando la struttura di 6-linee e studiando la logica formale e matematica, si scoprono la chiave razionale, la formula comune e la regola adattabile versatile dei mutamenti: la modalità evolutiva è un’applicazione del principio dell’alternanza dello Yin e dello Yang e del sistema binario, come Yin e Yang, 0 e 1; 1 + 1 = 10, 10 + 10 = 100. Il metodo esplicativo è un’applicazione dei mutamenti del simbolo e del numero e del rapporto 2:1, ad esempio, simbolo e numero, forma e matematica; metà e intero, 1/2 + 1/2 = 1, 3 + 3 = 6, ecc.. Questa formula universale e la regola razionale sono la base della struttura dell’Esagramma musicale e il nucleo formato dal sistema ordinario dei righi, usa solamente una regola unica e una formula logica, si può dispiegare dal microcosmo al macrocosmo, dall'interno verso l'esterno, sempre ricominciando il giro a ciclo continuo, si evolve uniformemente, e in maniera versatile. Dunque potrebbe anche adattarsi a un uso informatizzato aprendo così un'ulteriore via di divulgazione.
   L’intero sistema è composto da 20 illustrazioni della notazione e da due intelaiature teoriche dell’applicazione speciale, più il modo di uso della generalizzazione della “Notazione del solfeggio della tonica Do/La”. E’ una struttura ordinaria dell’applicazione delle chiavi, che si esplica in maniera complessiva, dalla funzionalità polivalente e dalla versatilità adattabile. Il suo sistema applicativo della generalizzazione può superare e sostituire la Notazione semplice del Sistema Chevé (vedi pag. 27*). Questo è un sistema della notazione funzionale completo che facilita il miglioramento professionale e la divulgazione amatoriale, è anche un sistema espressivo esatto ed efficiente per la modernizzazione dell'ideografia musicale che integra forma, matematica e filosofia.
   Dal punto di vista del contenuto teorico, la Notazione dell’esagramma ha ereditato interamente le conquiste teoriche e artistiche della Notazione del pentagramma e, allo stesso tempo, ne ha sviluppato in maniera rivoluzionaria la teoria e la forma, ha eliminato i problemi attuali e i limiti persistenti nel sistema del Pentagramma; ha unificato e semplificato il sistema di scrittura e la lettura delle note; ha diminuito o evitato l’uso delle righe supplementari complesse; ha fissato il “Rigo mediano”; ha corretto la notazione dell'inversione e della trasposizione, risolvendo le contraddizioni e le impressioni errate nella relazione fra elementi verticali e orizzontali nella partitura generale, tra lettura e ascolto; ha stabilito la norma praticabile dell’uso per la notazione delle musiche contemporanee astrattiste ed espressioniste. Ha fornito la modalità d’uso efficiente per l’informatizzazione della notazione, aprendo una vasta prospettiva per un uso scientifico e per una modernizzazione della tecnica musicale, ha la funzione e il significato di ereditare le buone qualità del passato e di anticipare il futuro con l’ispirazione di avanguardia.
   Quando l’uomo si ferma nell’autocompiacimento e nella pigrizia, non sa che da quel momento inizia il regresso e la degenerazione. La speranza dell’umanità sta nel procedere costantemente con la ricerca dell’evoluzione. La comparsa della Notazione dell’esagramma aspira a essere un valido contributo allo sviluppo universale della cultura musicale del mondo.

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